Tagesmutter e normativa: quali sono le regole da rispettare nelle varie regioni italiane

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Come probabilmente avrete già letto negli articoli precedenti del blog, non esiste sul nostro territorio nazionale una normativa unica riguardante la professione di tagesmutter (tanto che sono presenti, caso unico in Europa, varie denominazioni per indicare la stessa tipologia di servizio).

Nei prossimi articoli esamineremo quali sono, regione per regione, le norme che regolano questa attività, partendo dalla regione che ha introdotto in Italia la figura della tagesmutter: il Trentino – Alto Adige.

NORMATIVA RIGUARDANTE LE TAGESMUTTER

TRENTINO – ALTO ADIGE

La Provincia Autonoma di Bolzano

Le province autonome di Trento e Bolzano, geograficamente e culturalmente prossime al mondo mitteleuropeo (dove la tagesmutter è ormai istituzionalizzata da decenni), sono state le prime a regolamentare tale figura.

Con la Legge Provinciale 9 aprile 1996, n.8 della Provincia Autonoma di Bolzano si definisce e norma la professione di “Assistente domiciliare all’infanzia”:Per assistenza domiciliare all’infanzia s’intende l’attività delle persone collegate alle istituzioni private senza scopo di lucro di cui al comma 1, che assistono professionalmente nelle proprie abitazioni uno o più bambini di altre famiglie, svolgendo un compito educativo connotato da familiarità, valorizzazione della quotidianità, con caratteristiche di flessibilità e personalizzazione, per rispondere al meglio alle esigenze delle famiglie, nel rispetto dei ritmi, delle abitudini e del percorso di crescita di ogni bambino (si veda anche la L. P. 2007 n.14 art.22 comma 1). Inoltre si stabiliscono i criteri e le modalità attraverso cui è possibile ottenere dalla Provincia dei contributi per questo lavoro.

Con il Decreto del Presidente della Giunta Provinciale n.40, 30 dicembre del 1997 viene resa esecutiva la precedente legge provinciale. Stabilisce l’obbligo di tenere un elenco delle tagesmutter ed indica i requisiti per diventare una di esse:
a) conseguimento del diploma di qualifica al termine di un corso di formazione professionale specifico, di durata non inferiore a complessive 450 ore, oppure possesso del diploma di maestra d’asilo o di assistente all’infanzia;
b) età non inferiore ai 18 anni;

c) possesso del certificato di abitabilità rilasciato dal comune o del relativo certificato sostitutivo rilasciato dall’ufficio igiene pubblica dell’azienda speciale unità sanitaria locale competente per territorio;
d) disponibilità di un’abitazione le cui caratteristiche corrispondano agli standards in materia di igiene e sanità di cui agli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente della giunta provinciale 23 maggio 1977, n. 22.Definisce l’assistenza domiciliare all’infanzia come “un servizio socio-educativo per la prima infanzia, destinato a bambini in età fra tre mesi e tre anni, volto a favorire il benessere e la crescita armoniosa dei bambini, assicurando nel contempo alla famiglia un adeguato sostegno nei compiti educativi, al fine anche di conciliare al meglio le esigenze lavorative e familiari, nel quadro di un completo sistema di sicurezza sociale.”Fissa il numero massimo dei bambini assisiti contemporaneamente: 6, compresi i propri figli al di sotto dei 10 anni. Determina le condizioni igieniche ed ambientali, i rapporti con le famiglie, gli obblighi, il coordinamento, la formazione e l’aggiornamento.Infine, con il Decreto del Presidente della Provincia 11 agosto 2000, n.30 viene emesso il regolamento sull’assistenza

economica sociale e sulle tariffe nei servizi sociali.
Nei prossimi articoli andremo ad analizzare la normativa riguardante le tagesmutter delle altre regioni italiane.
Per approfondimenti:
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2 pensieri riguardo “Tagesmutter e normativa: quali sono le regole da rispettare nelle varie regioni italiane

    […] aver analizzato gli aspetti della normativa regionale del Trentino-Alto Adige (tagesmutter) e del Veneto (Nido in famiglia – collaboratore educativo per l’infanzia), ci […]

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    […] – nidi di famiglia”. Nei precedenti articoli, abbiamo analizzato le normative del Trentino-Alto Adige, del Veneto e della Toscana. Ci apprestiamo a vagliare l’interessante regolamentazione della […]

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