Tagesmutter e normativa: quali sono le regole da rispettare nelle varie regioni italiane (IV parte)

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Siamo giunti al quarto appuntamento con le normative regionali relative al servizio “tagesmutter – nidi di famiglia”. Nei precedenti articoli, abbiamo analizzato le normative del Trentino-Alto Adige, del Veneto e della Toscana. Ci apprestiamo a vagliare l’interessante regolamentazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Colgo l’occasione per rammentarvi che il 18 gennaio 2014, a Roma, si terrà l’incontroTAGESMUTTER E NIDI DI FAMIGLIA: NORMATIVA, PROFESSIONALIZZAZIONE E RICONOSCIMENTO DEL SERVIZIO” durante il quale parleremo anche dell’esperienza delle tagesmutter friulane, partendo dalla testimonianza dell’Associazione “La Gerla”.

Il Friuli Venezia Giulia ed i servizi educativi domiciliari

Il Friuli Venezia Giulia prevede, con il DPReg 230/2011 (modificato dal DPReg 153/2013), un sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia, al fine di “garantire risposte unitarie e coerenti alla complessità dei bisogni dei bambini e delle loro famiglie mediante la messa in rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia”. Ne fanno parte anche i servizi intergativi, tra cui i servizi educativi domiciliari.

Il servizio educativo domiciliare promuove l’educazione e garantisce la cura dei bambini di età compresa fra i 3 ed i 36 mesi.

Il personale impiegato nei servizi educativi domiciliari deve possedere uno dei titoli di studio previsti dai commi 4 e 5 dell’articolo 29 della legge regionale 20/2005 o, in alternativa, aver frequentato un corso formativo della durata minima di 50 ore approvato dalla Regione.

In presenza di una sola unità di personale, la ricettività per tale servizio è pari a 5 bambini, di cui al massimo due bambini di età compresa tra i tre e i nove mesi. Sono eventualmente inclusi i figli del personale educativo domiciliare, se presenti durante l’orario di erogazione del servizio e se di età inferiore agli undici anni. Due unità di personale educativo domiciliare contemporaneamente presenti possono svolgere il servizio negli stessi locali accogliendo fino a otto bambini di età fra i 3 ed i 36 mesi, fatto salvo il rispetto dei requisiti strutturali previsti.
L’organizzazione del servizio educativo domiciliare si caratterizza per la propria flessibilità, con modalità concordate tra l’educatore del servizio e la famiglia utente. L’orario di frequenza giornaliero non è di norma superiore alle 8 ore continuative, salva sussistenza di una comprovata necessità di entrambi i genitori; in ogni caso la frequenza giornaliera non può superare le 10 ore continuative.
Il servizio è realizzato presso il domicilio del personale educativo domiciliare, in un immobile a destinazione d’uso residenziale ai sensi dell’articolo 21, comma 4, della legge regionale 20/2005. Può essere realizzato anche presso altra abitazione, comunque diversa da quella di domicilio dei bambini accolti, adeguata ad offrire ai bambini l’educazione e le cure tipiche dell’ambito familiare.

La dimora utilizzata per tale servizio deve possedere le certificazioni previste dalla normativa vigente in materia di civile abitazione. Al suo interno devono essere individuabili i locali esclusivamente riservati al servizio durante l’orario di apertura, comprensivi di almeno un locale o spazio adibito alla preparazione dei pasti, di un servizio igienico e di un ulteriore locale o spazio organizzato per l’attività educativa e di cura. La superficie dei locali, con esclusione del servizio igienico, deve essere pari ad almeno mq 7 per bambino presente durante il servizio.

Gli spazi, gli impianti, gli arredi ed i giochi devono possedere e mantenere nel tempo caratteristiche tali da tutelare la sicurezza e la salute dei bambini accolti nel servizio.

I locali utilizzati (che non possono essere seminterrati o interrati) devono garantire requisiti igienico – sanitari parificabili a quelli previsti dalle norme vigenti per i locali ad uso abitativo. Nella realizzazione degli spazi, dei locali, degli impianti, degli arredi e dei giochi, e nella scelta dei materiali di costruzione, di rivestimento e di pavimentazione, devono essere adottate tutte le cautele, le norme e le tecniche atte a tutelare i bambini da evidenti rischi per la sicurezza infortunistica e per la salute.

Nei locali destinati all’attività dei bambini, compresi i locali riposo e relax, se utilizzati a tale scopo, va garantito un grado di illuminazione ed un quoziente di ventilazione naturale che deve essere pari a quello previsto dalle vigenti norme per i locali a destinazione d’uso residenziale. I locali accessori possono essere dotati anche solo di illuminazione e ventilazione artificiale.
I pasti devono essere predisposti nell’ambito del domicilio utilizzato per il servizio sulla base di menu approvati dall’Azieda per i Servizi Sanitari ed adeguati all’età dei bambini.
Gestore del servizio è uno dei soggetti di cui all’articolo 6 della legge regionale 20/2005 che si pone come garante nei confronti delle istituzioni pubbliche e delle famiglie della qualità del servizio, della continuità e dell’affidabilità delle cure e del personale educativo.

Il soggetto gestore del servizio educativo domiciliare assicura le seguenti attività e servizi:
a) selezione del personale, attraverso colloqui specifici per delineare un profilo psico – sociale;
b) gestione operativa del servizio e garanzia della compresenza di un’altra persona, anche dell’ambito familiare dell’educatore, purché maggiorenne, nella fascia oraria di preparazione e somministrazione dei pasti principali (qualora ci siano più di 3 bambini);
c) elaborazione del progetto educativo, che deve esplicitare nel dettaglio le modalità organizzative e le metodologie educative adottate, anche nel caso di sostituzione temporanea dell’educatore cui sono affidati i bambini;
d) attivazione della procedura di avvio del servizio, attraverso la segnalazione certificata di inizio attività di cui agli articoli 18 della legge regionale 20/2005 e 33 del DPReg 230/2011; verifica e mantenimento delle condizioni specifiche del servizio;
e) garanzia della continuità del servizio, anche in caso di malattia o altri impedimenti del personale educativo domiciliare;
f) formazione continua del personale educativo domiciliare, secondo quanto previsto dall’articolo 7 comma 2 del DPReg 230/2011;
g) supervisione pedagogica e psicologica dell’attività educativa del personale educativo domiciliare, con iniziative programmate di coordinamento pedagogico e psicologico.
Il soggetto gestore assicura che le attività alle lettere e), f) e g), siano svolte da società, associazioni o cooperative aventi come oggetto sociale la gestione di servizi per la prima infanzia, oppure da enti pubblici.
ll soggetto che intende gestire un servizio del sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia, per poter avviare il servizio deve presentare al Comune competente per territorio una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), attestanti la corrispondenza del servizio alle disposizioni del DPReg 230/2011 e del DPReg 153/2013 nonché il possesso degli ulteriori requisiti indicati all’articolo 18 della legge regionale 20/2005. I soggetti gestori alimentano il sistema informativo regionale con i dati anagrafici riguardanti il titolare e il gestore del servizio e la struttura, nonché i dati quantitativi relativi ai bambini accolti, alle presenze, ai costi del servizio ed alle rette applicate all’utenza secondo le modalità, anche informatiche, stabilite con decreto del direttore centrale competente in materia pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 19 della legge regionale 20/2005, il Comune, singolo o nelle forme associative previste dalla vigente legislazione, provvede ad effettuare controlli e verifiche a campione della permanenza dei requisiti di avvio, anche avvalendosi del supporto dell’organo tecnico di cui al comma 4 – bis dell’articolo 20 della legge regionale 20/2005. A tale scopo, i Comuni stabiliscono la periodicità delle verifiche a campione, in modo tale da sottoporre a controllo la totalità delle strutture almeno nell’arco di un triennio.
Restano ferme le competenze attribuite all’Azienda per i Servizi Sanitari ai sensi della legge regionale 13 luglio 1981, n. 43, (Disciplina ed esercizio delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica) e successive modifiche ed integrazioni e della legge regionale 20/2005, art. 12, comma 1, nonché le attività di vigilanza e di controllo sul rispetto della normativa in vigore da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Per la qualificazione dei nidi d’infanzia e dei servizi integrativi è previsto l’istituto dell’accreditamento, caratterizzato dal possesso di requisiti qualitativi e quantitativi aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti per l’avvio dei relativi servizi, omogenei per i servizi gestiti da soggetti pubblici, del privato sociale e privati. L’accreditamento è concesso dal Comune sulla base dei requisiti elencati all’articolo 20, comma 2, della legge regionale 20/2005. La domanda di accreditamento viene presentata al Comune dove ha sede il soggetto gestore del servizio.
Per approfondimenti:

DPReg 230/2011

B.U.R 36 del 4 settembre 2013, Friuli Venezia Giulia, con DPReg 153/2013

4 pensieri riguardo “Tagesmutter e normativa: quali sono le regole da rispettare nelle varie regioni italiane (IV parte)

    tataalessandra ha risposto:
    dicembre 18, 2013 alle 7:35 pm

    Un ringraziamento particolare a Maria Cristina, tagesmutter della provincia di Viterbo, per il suo aiuto nel reperimento della normativa friulana!

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    Federica ha detto:
    gennaio 4, 2014 alle 3:01 pm

    Ciao mi chiamo federica ho quasi 21 anni e ho un bimbo di quasi uno. Vorrei diventare una tagesmutter so che si deve seguire un corso. Qualcuna di voi potrebbe spiegarmi meglio dove devo rivolgermi e come funziona il corso? Ci sono delle date da seguire? Non vorrei perdermele. Abito a Roma ma sul sito della regione non c’è niente. Grazie a presto.

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