Tagesmutter che operano in Associazioni di “nidi famiglia”… what’s wrong with you (maybe)?

Postato il Aggiornato il

supposteIn questi giorni ho ricevuto diverse richieste di chiarimenti in merito alle Associazioni dove operano tagesmutter.

Le Associazioni di volontariato

Se parliamo di Associazioni di Volontariato ebbene, la tagesmutter può essere considerata come:

– volontaria;

– lavoratrice.

Il volontario, come da legge quadro del volontariato (L. 266/1991) presta la propria attività in modo personale, spontaneo ed assolutamente gratuito. Nell’art.2 delle legge troviamo scritto:

1. Ai fini della presente legge per attivita’ di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarieta’.

2. L’attivita’ del volontario non puo’ essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attivita’ prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse.

3. La qualita’ di volontario e’ incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l’organizzazione di cui fa parte. E’ inoltre fatto divieto assoluto di retribuzione degli operatori soci delle associazioni.

Indi per cui, non solo i soci volontari non possono percepire alcun tipo di compenso per il proprio operato (solo eventuali rimborsi spese documentati ed entro i limiti stabiliti dall’Associazione) ma neppure instaturare alcun tipo di rapporto con l’Associazione stessa. La normativa è chiara: o si è volontari o si è instaurato un rapporto lavorativo (non è possibile dunque essere un po’ volontari ed un po’, ad esempio, “lavoratori occasionali”). Il Legislatore si è così espresso molto probabilmente proprio per prevenire i soliti “inciuci all’italiana” atti a mascherare sfruttamento e lavoro nero sotto le vesti di “volontariato” e “prestazioni atipiche”.

Le organizzazioni di volontariato possono assumere la forma giuridica che ritengono piu’ adeguata al perseguimento dei loro fini, salvo il limite di compatibilita’ con lo scopo solidaristico (art.3).

Inoltre, debbono assicurare i propri aderenti, che prestano attivita’ di volontariato, contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attivita’ stessa, nonche’ per la responsabilita’ civile verso i terzi (art.4.1).

Per quanto riguarda le tagesmutter lavoratrici, il loro operato viene disciplinato come ogni altra tipologia di rapporto di lavoro. Non può essere però in nessun modo socia dell’associazione.

Le altre Associazioni

Nelle altre tipologie di Associazione potete, in qualità di socie, instaurare un regolare rapporto di lavoro con la vostra associazione.

Se siete socie che invece operano a titolo gratuito (magari accudendo tutto il giorno 5-10 bimbi piccolissimi presso il vostro domicilio…. senza richiedere alcun compenso), avete diritto invece a rimborsi spese documentati, relativi alle attività specificate nello statuto.

Il rimborso spese: facciamo due conti

Orbene, da persona che ormai fa questo lavoro da quasi quattro anni, facciamo due conti (mensili):

– spese telefoniche: 20 euro (tra promozioni varie, non si spende di più), perchè la relazione con i genitori passa anche attraverso questo mezzo;

– utenze domestiche: la spesa più elevata, sulle 150 – 200 euro;

– spesa alimentare per i bimbi: circa 2,50 euro per il pranzo. 20 giorni per 5 bimbi (se vengono tutti i giorni, cosa improbabile, perchè capita che si ammalino o che abbiano degli impegni): 250 euro

– spese per la macchina: zero (se lavori in casa…)

– spese per giochi e cancelleria: non più di 20 euro (tolto l’investimento iniziale, non altissimo, di giochi)

– spesa per pannolini, salviette, igiene della casa: 60 euro al massimo.

Totale spesa per 5 bambini full time, 20 giorni al mese: 550 euro. E mi sono tenuta larga con i costi, lo sottolineo.

Ma allora… come si giustificano rimborsi spese che sfiorano anche le 1200 euro, per quel numero di bimbi? Mistero della f…inanza!

L’espediente – ricordiamoci che siamo nel Bel Paese… – c’è!

In primis, c’è chi fa la spesa per tutta la famiglia e presenta scontrini gonfiati all’associazione. Attenzione: commette un illecito!

Ma se ciò non bastasse… per pareggiare i conti alcuni utilizzano la cosiddetta “ritenuta d’acconto”: il socio risulta un po’ volontario ed un po’ lavoratore autonomo occasionale… almeno fino a 5.000 euro l’anno!

Ecco qua: bilanci lindi e pinti, lavoratrici dipendenti camuffate da socie un po’ volontarie ed un po’ atipiche… il gioco è fatto!

Le supposte dalla socia volontaria

Ma cosa spetta alle donne che se lo fanno mettere nel fondo schiena a quel modo… senza neanche rendersene conto? Elenchiamo, meglio, a cosa rinunciano tali persone:

– prestazioni per malattia,

– prestazioni per maternità,

– contributi ai fini della pensione,

– invalidità sul lavoro,

– tfr,

– permessi retribuiti,

– congedi parentali.

Inoltre, qualche persona indecorosa potrebbe proverare a richiedere prestazioni per disoccupazione, gravando ulteriormente sul sistema previdenziale nazionale.

Fatte queste considerazioni, non mi resta che invitare i genitori a premiare le Associazioni che assumono le proprie lavoratrici… e a non rivolgersi a quelle che se ne fregano della tutela delle donne che, vuoi per ignoranza, vuoi per necessità, si fanno sfruttare tanto ciecamente.

Tagesmutter… be smart! Se avete bisogno di aiuto, questo blog è a vostra disposizione!

 

 

 

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5 pensieri riguardo “Tagesmutter che operano in Associazioni di “nidi famiglia”… what’s wrong with you (maybe)?

    tataalessandra ha risposto:
    gennaio 30, 2014 alle 6:35 am
      Ad onor del vero, non ho enunciato spese quali commercialista ed assicurazione. Si parla dunque di un centinaio di euro in più al mese. Effettuare tre laboratori settimanali con personale esterno può far lievitare ancora la spesa, come anche collaborare con un pediatra e con uno psicologo: il tutto fino anche a 1000-1100 euro per 5 bimbi full time. Ciò vuol dire che le «rette» dovrebbero aggirarsi intorno alle 200-220 euro mensili, per non creare utili. In caso di rette più alte è fortemente probabile che si creino avanzi di gestione che, se ci sono, per legge non vanno divisi tra soci ma reinvestiti ai fini dello statuto o accumulati per l’anno seguente, per essere in seguito spesi sempre ai fini dello statuto.

      Mi piace

    Rosa ha detto:
    luglio 3, 2014 alle 5:54 pm

    Questo articolo è molto interessante. In effetti, essendo io stessa presidente di un’associazione di promo sociale, mi sono chiesta tante volte come facessero altre associazioni a retribuire le tagesmutter come volontarie attraverso la formula dei rimborsi spese…IMi piacerebbe aprire un servizio di tagesmutter nella mia Regione ma, ovviamente, vorrei fare le cose in regola! Sarebbe possibile aprirlo come associazione, retribuendo le socie per il lavoro svolto. Mi chiedo se ci vogliano dei requisiti particolari per somministrare la formazione (io, ad esempio, sono una pedagogista) o se bisogna essere iscritti da qualche parte…
    Grazie a chi vorrà rispondere ai quesiti…

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    Rosa ha detto:
    luglio 3, 2014 alle 5:55 pm

    Questo articolo è molto interessante. In effetti, essendo io stessa presidente di un’associazione di promo sociale, mi sono chiesta tante volte come facessero le altre associazioni a retribuire le tagesmutter come volontarie, attraverso la formula dei rimborsi spese…Mi piacerebbe aprire un servizio di tagesmutter nella mia Regione ma, ovviamente, vorrei fare le cose in regola! Sarebbe possibile aprirlo come associazione, retribuendo le socie per il lavoro svolto. Mi chiedo se ci vogliano dei requisiti particolari per somministrare la formazione (io, ad esempio, sono una pedagogista) o se bisogna essere iscritti da qualche parte…
    Grazie a chi vorrà rispondere ai quesiti…

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    […] il blog Tagesmutter Autonome Roma ed Italia aveva già trattato l’argomento, con i post Tagesmutter che operano in Associazioni di “nidi famiglia”… what’s wrong with you (maybe)? e Quello della TAGESMUTTER è un lavoro… e come tale va RICONOSCIUTO ed ISTITUZIONALIZZATO […]

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