Tagesmutter e normativa nelle regioni: VI parte

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plug-142150_150Oggi cercheremo di approfondire la normativa regionale della Sardegna riguardante il servizio tagesmutter / nidi famiglia.

SARDEGNA: MAMMA ACCOGLIENTE ED EDUCATORE FAMILIARE

La Regione Sardegna, attraverso la Deliberazione n.50/12 del 16 settembre 2008, ha stabilito i requisiti per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi educativi alla prima infanzia (descritti nell’allegato ), in riferimento al Regolamento d’attuazione della L.R. 23/2005 “Organizzazione e funzionamento delle strutture sociali”.

In seguito, i requisiti delle strutture sono stati definitivamente approvati con la Deliberazione 14 novembre 2008, n. 62/24 “Requisiti per l’autorizzazione al funzionamento delle strutture e dei servizi educativi per la prima infanzia. Approvazione definitiva.”

Tra i servizi educativi alla prima infanzia rientrano anche i cosiddetti “servizi educativi in contesto domiciliare“, quali la “mamma accogliente” e l”educatore familiare“. Si tratta di servizi sperimentali finalizzati a promuovere risposte flessibili e diversificate alle esigenze delle famiglie e a valorizzare le capacità auto-organizzative delle famiglie, promosse dai Comuni.

Il ruolo di mamma accogliente è svolto da persone in possesso di titolo specifico previsto per il ruolo di educatore di nidi d’infanzia. Qualora non sia in possesso di un titolo di studio adeguato a condurre tale attività è obbligatoria la frequenza di un percorso di sensibilizzazione e formazione di almeno 40 ore (comprensivo del tirocinio).
L’educatore familiare è un operatore, con titolo specifico previsto per il ruolo di educatore dei nidi d’infanzia, che accudisce fino ad un massimo di tre bambini da tre mesi fino a tre anni.
I titoli di studio ritenuti idonei a svolgere  le funzioni di educatore sono i seguenti:
– laurea triennale in scienze dell’educazione o in scienze della formazione;
– diploma di maturità rilasciata dal liceo socio-psico-pedagogico e diploma di maturità magistrale;
– diploma di tecnico dei servizi sociali e assistente di comunità infantili;
– diploma di dirigente di comunità;
– i titoli riconosciuti equipollenti, equiparati o riconosciuti ai sensi di legge.
I locali presso i quali viene svolto il servizio di mamma accogliente o di educatore familiare devono essere salubri, conformi alle vigenti norme igienico-sanitarie in materia di edilizia residenziale e di sicurezza previste per le civili abitazioni e rispondere alle esigenze di cura, di gioco, educative del bambino.
In particolare devono essere presenti i seguenti requisiti:
– certificazione relativa alla messa a norma degli impianti elettrici e di riscaldamento;
– un bagno da utilizzare esclusivamente per i bambini;
– cucina abitabile, spazi adeguati alla somministrazione dei pasti;
– due stanze di cui una da dedicare a zona riposo, l’altra specificatamente organizzata per il gioco e la socializzazione dei bambini.
Il servizio può essere svolto presso la propria abitazione, presso l’abitazione delle famiglie interessate, in un luogo appositamente attrezzato
messo a disposizione dal Comune, da altri enti pubblici e istituzioni religiose.
I Comuni che intendono attivare servizi educativi in contesto familiare:
– assicurano la necessaria informazione alle famiglie favorendone l’incontro, l’aggregazione e l’autorganizzazione;
– attuano la supervisione dei servizi attivati attraverso operatori con titoli specifici;
– attestano l’adeguatezza degli spazi e la corretta conduzione del servizio;
– verificano periodicamente le condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e dei locali nei quali vengono svolti i servizi;
– promuovono la formazione e il tirocinio del personale;
– istituiscono appositi albi nei quali iscrivere a domanda le mamme e gli educatori che abbiano concluso il periodo formativo e di sensibilizzazione.
Le famiglie possono accedere al servizio, di norma, attraverso cooperative sociali o associazioni di famiglie che individuano e propongono abitazioni con i requisiti previsti, assicurano il supporto tecnico e amministrativo, il coordinamento, la continuità del servizio, promuovono la formazione in collaborazione con il Comune e assicurano un tirocinio pratico in un nido d’infanzia, un micronido o una sezione sperimentale.
Le famiglie possono, comunque, stabilire direttamente regolari rapporti di lavoro privato con la mamma o l’educatore in possesso dei requisiti richiesti.
In ogni caso – sia che l’accesso avvenga attraverso cooperative o attraverso un rapporto di lavoro privato – sono le famiglie, organizzate in gruppi di due o tre, che scelgono l’educatore o la mamma accogliente. Le famiglie stesse possono proporre l’abitazione, con i requisiti previsti, dove realizzare le attività.
L’educatore familiare può essere un servizio a supporto di altre tipologie di servizi per l’infanzia per completare con orari e modalità flessibili la frequenza del bambino presso il nido in relazione alle diverse esigenze di vita e di lavoro della famiglia.
Per ogni bambino alla mamma che accoglie e all’educatore familiare è riconosciuto un compenso economico definito secondo criteri di congruenza ed equità rispetto alle rette dei nidi.
Su richiesta delle famiglie e in base alla disponibilità del personale, le strutture e i servizi per la prima infanzia possono assicurare interventi integrativi, quali l’assistenza domiciliare dei bambini, l’accompagnamento a scuola, il “babysitteraggio”.
Per approfondimenti:
–  Regolamento d’attuazione della L.R. 23/2005
allegato alla precedente deliberazione

 

 

 

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