Quali sono i requisiti formativi per diventare tagesmutter in Europa?

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europe-253311_150I pareri riguardanti quale tipologia di formazione dovrebbe avere una tagesmutter (corso, diploma, laurea) sono alquanto discordi persino tra noi colleghe che, giorno dopo giorno, da anni ci prendiamo cura di decine di migliaia di bambini su tutto il territorio nazionale. Sarebbe curioso razionalizzare la discussione attraverso un sondaggio (lo faremo!).

Nel frattempo, per chiarirci un po’ le idee, perchè non diamo un’occhiata ai requisiti formativi che vengono richiesti nelle altre nazioni europee dove il servizio è istituzionalizzato decisamente da più tempo rispetto alla realtà italiana?

QUALE FORMAZIONE PER LE TAGESMUTTER NEI PAESI EUROPEI?

Francia: bisogna seguire un corso di formazione a carico del proprio département (provincia) di 60 + 60 ore o avere il diploma EP1 del “Cap petite enfance”.

Danimarca: basta avere figli o esperienza nell’accudimento dei bambini. Viene effettuata periodica valutazione da parte del supervisore (che “controlla” anche il nucleo familiare dell’operatrice).

Belgio: corso riconosciuto (260 ore circa) o diploma in discipline psico-medico-sociali.

Regno Unito: non è necessaria alcuna qualifica ma è necessario essere registrati all’Ofsted (Office for Standards in Education, Children’s Services and Skills) prima di poter accudire bambini al di sotto degli 8 anni. Per essere registrati all’Ofsted, bisogna leggere il materiale informativo che viene consegnato dal Family Information Service e completare il relativo form, superare un’ispezione, un controllo medico e partecipare ad un corso di primo soccorso pediatrico di 12 ore, avere la fedina penale pulita (per sè e per tutti coloro che abitano nella propria casa). L’approvazione al registro delle childminders avviene al massimo in tre mesi. Inoltre, bisogna aver frequentato un corso apposito istituito dalle autorità locali (che corrisponde al primo modulo del Diploma in Home-based Childcare) o un corso online della Pacey (Professional Association for Childcare and Early Years), generalmente entro 6 mesi dalla registrazione.

Irlanda: è necessario semplicemente il First Aid training (corso di primo soccorso). E’ raccomandato (ma non obbligatorio) il Quality Awareness Programme (QAP), un corso di formazione senza esami.

Germania: bisogna aver frequentato un corso di 160-300 ore approvato dallo Jugendamt Auskunft (Ufficio Informa Giovani). Sono necessari anche un certificato di buona condotta di tutti i membri del nucleo familiare minorenni, aver frequentato un corso di primo soccorso, una certificazione medica. Non esiste una normativa nazionale unica.

Austria: anche in Austria non esiste una normativa nazionale unica. Oltre ad una base formativa comune (300 ore di corso teorico e 160 di pratica) come all’obbligo di certificazioni mediche e di fedina penale pulita, ogni stato federato ha una propria normativa.

Svizzera: anche in Svizzera ogni cantone ha le proprie regole. Generalmente sono necessari un corso di formazione di base della durata di 18 ore,  un corso di primo soccorso pediatrico di 6 ore e 3 ore di formazione continua ogni anno.

In Italia, la Calabria e, probabilmente il Lazio, introducono l’obbligo della laurea per esercitare questa professione. Negli altri paesi europei la formazione passa attraverso corsi o diplomi ministeriali (in alcuni casi non è prevista del tutto). Staremo mica iperburocratizzando, come al solito nostro, anche la professione di tagesmutter?

E voi, cosa ne pensate?

 

 

 

 

 

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5 pensieri riguardo “Quali sono i requisiti formativi per diventare tagesmutter in Europa?

    cinzia ha detto:
    maggio 23, 2014 alle 5:23 pm

    sono cinzia come al solito burocrazia anche per le tagesmutter non è il pezzo di carta che fa la persona ma la pratica io metterei pratica è vuoi fare la tagesmutter fai una visita psichiatrica sei sana di mente lavori con i bimbi è come alzi le mani su i bambini vai in galera a vita è telecamera ma lo sentite le maestre che alzano le mani sui bambini è sono persone laureate è basta con i pezzi di carta basta possibile che non si capisce sta cosa

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    Claudio ha detto:
    maggio 24, 2014 alle 11:12 am

    Alessandra, grazie per il consueto, prezioso e puntuale aggiornamento.
    La mia compagna è – o meglio, vista la situazione, dovrei dire svolge l’attività di – una Tagesmutter . Da qualche anno abbiamo deciso di trasformare la nostra casa in un nido famiglia, spinti dal grande desiderio di Martina di lavorare con i bimbi. In breve tempo questa attività mi ha letteralmente conquistato e così ho preso i miei studi e la mia lunga esperienza lavorativa, li ho impacchettati e gettati alle ortiche. Oggi, a tempo pieno e senza alcun titolo, mi dedico ad aiutare Martina nella gestione del nostro nido famiglia. Mettiamo un grandissimo impegno in questa attività e siamo convinti di far bene il nostro nuovo lavoro. I bimbi crescono allegri e sereni e le loro famiglie sono molto soddisfatte.
    Fatta questa breve e presuntuosa presentazione, desidero aggiungere le mie considerazioni alle vostre. Comincerei con l’evidenziare ciò che rischia di rimanere solo fra le righe e cioè che sarà difficile che le nostre opinioni non siano influenzate dal nostro orticello. Con ogni probabilità sentiremo coloro che hanno un titolo schierarsi a favore della sua obbligatorietà e coloro che non lo possiedono sostenere la sua inutilità. Ciò non potrà far altro che diminuire l’efficacia dei nostri ragionamenti, compreso il mio.
    Detto questo, credo che si debba essere tutti d’accordo su un punto: avere una laurea certamente non può far male, anzi, è ovvio che più conoscenze si possiedono e maggiore sarà la qualità del proprio lavoro. Il punto è chiaramente un altro, può la laurea essere considerata un requisito obbligatorio? Io credo di no… restando anch’io, purtroppo, nel mio orticello. Mi chiedo se ad accudire ed educare un piccolo gruppo di bimbi in un nido famiglia debba essere necessariamente una psicologa, una pedagogista, o comunque una persona con 3, 5, 7 anni di studio. Pur ribadendo ciò che ho appena detto, che possedere un bagaglio teorico è certamente un bene, ritengo che rispondere affermativamente alla precedente domanda, costituisca una sorta di sovradimensionamento dei bisogni dei bimbi. Sono convinto che i requisiti obbligatori per una Tagesmutter debbano essere ricercati laddove nessun documento ministeriale può certificarli: passione, pazienza, amore per i bimbi, sensibilità, empatia con i piccoli, capacità organizzativa e soprattutto buon senso. Banale, vero? Ma anche realistico, credo. Comunque, la mia opinione è che siano anche necessarie alcune “basi” teoriche: conoscere le fasi dello sviluppo psicomotorio e dell’alimentazione, riconoscere una tendenza all’isolamento o all’aggressività e mille altre cose che tutte le Tagesmutter ben conoscono. Per questo credo sia necessario un corso. Non una laurea.
    Ad una psicologa (pedagogista, ecc.) deve essere riconosciuto un ruolo diverso. Un ruolo per il quale sia obbligatoria la laurea ed al quale la Tagesmutter debba fare obbligatoriamente riferimento. Formazione, aggiornamento, consulenza, controllo, coordinamento, progettazione del percorso pedagogico e così via. E’ per questo motivo che sono convinto che un nido famiglia trovi la sua reale ragion d’essere solo se inserito all’interno di una rete che preveda – nella pratica – questi ruoli.
    Infine, c’è un ultimo aspetto sul quale bisognerebbe ragionare: è giusto che la qualificazione professionale di un operatore pubblico dell’infanzia sia la stessa di un operatore privato? Nelle linee guida per la legge regionale del Lazio l’insistente ripetizione di questa necessità lascia spazio ad interpretazioni maliziose. Io sono malizioso, ma credo che in linea di principio l’uniformità della qualifica sia un approccio corretto.

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    Manuela ha detto:
    maggio 24, 2014 alle 12:43 pm

    Si è vero in Italia si burocratizza tutto allo scopo di far perdere tempo e far spendere denaro inutilmente infatti siamo forse l’unica nazione che non vuole valorizzare questa professione

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    Samantha ha detto:
    giugno 8, 2014 alle 5:19 pm

    Salve, vorrei tanto aprire un nido famiglia a Lecce e vorrei delle info a riguardo

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