Uscire dalla crisi? Investendo nei bambini si può

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UntitledIl premio Nobel per l’Economia James J. Heckman, afferma che investire nell’infanzia può garantire elevati rientri economici ma l’Italia continua a tagliare le spese.

Investire nella primissima infanzia (specie in quella considerata a rischio) garantisce maggiori rientri in termini di educazione, salute e produttività. Queste le conclusioni alle quali è giunto il Premio Nobel per l’Economia James J. Heckman, professore in Economia all’Università di Chicago ed esperto in Economia dello Sviluppo, insieme al proprio team composto da economisti, psicologi, sociologi, statistici e neuro-scienziati, provando come i più importanti benefici in termini di crescita e perequazione vengano prodotti investendo nei bimbi da zero a cinque anni.

Secondo la «Heckman Equation», infatti: Investire (nei nuclei familiari svantaggiati, in termini di sviluppo, educazione ed equità) + Sviluppare (le competenze cognitive e sociali dei bimbi zero-cinque) + Sostenere (i bambini attraverso un’effettiva genitorialità) = Guadagnare (in termini di forza lavoro, salute, minor criminalità, risparmio sociale). Recentemente, Heckman e il suo staff hanno persino dimostrato l’esistenza di una correlazione tra investimenti nella primissima infanzia e riduzione di alcune patologie che affliggono maggiormente la nostra società, con effetti positivi – ad esempio – sull’ipertensione (per chi volesse approfondire http://www.heckmanequation.org/)

In Europa, i paesi scandinavi, la Francia, la Gran Bretagna e la Germania, già da tempo, mettono in atto con successo politiche di questo tipo. E nella nostra Italia? Continua a leggere l’articolo

(da Popoffquotidiano: http://popoffquotidiano.it/2014/07/01/uscire-dalla-crisi-investendo-nei-bambini-si-puo-ma-litalia-se-ne-frega/)

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Un pensiero riguardo “Uscire dalla crisi? Investendo nei bambini si può

    wwayne ha detto:
    luglio 4, 2014 alle 4:36 pm

    Sull’argomento della crisi ti consiglio un libro che riesce ad affrontare l’argomento in maniera ironica, e soprattutto a proporre delle soluzioni valide: “Caronte in cassa integrazione.”

    Mi piace

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