I nidi domiciliari nella Regione Marche

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regione marcheIl D.G.R. 9 luglio 2012, n. 1038 Disciplina del servizio sperimentale “Nidi domiciliari ai sensi della L.R. n. 9/2003, art. 2, comma 1, lettera c)” e determinazione dei criteri e delle modalità per la corresponsione dei contributi alle famiglie che usufruiscono del Servizio, a valere sulla quota del fondo statale per le politiche della famiglia, di cui all’intesa  Stato-Regioni del 7 ottobre 2010, pari ad euro 1.250.000,00 regolamenta a livello regionale il servizio dei nidi domiciliari.

Per quanto concerne i requisiti strutturali del servizio:

– il servizio deve essere prestato presso una civile abitazione a norma;

– gli spazi, durante il servizio, devono essere autonomi e distinti dal resto dell’abitazione;

– superficie minima: 5 mq a bambino (esclusi bagno e cucina);

– almeno due locali, di cui uno dedicato alle attività ludico-educative e l’altro al riposo;

– cucina per preparazione pasti;

– bagno con doccia/vasca, vaso e lavabo;

– spazio destinato per la custodia degli effetti personali dei bimbi;

– spazi esterni, se ci sono, opportunamente recintati;

Riguardo l’organizzazione e ricettività del servizio:

– i bambini devono avere un’età massima di 36 mesi (con prolungamento nel caso in cui i 36 mesi scadano in data antecedente la prima data utile per l’accesso alla scuola dell’infanzia);

– non possono essere più di 5 ( o più di 3 se ci sono bimbi che hanno da 0 a 12 mesi);

– il servizio può avere fascia oraria dalle 7 alle 22 (attività minima: 3 ore giornaliere);

– se il servizio supera le 7 ore, l’operatore deve essere affiancato da un collega;

– il bimbo non può permanere oltre le 9 ore giornaliere;

– l’operatore deve garantire la presenza di una persona che provveda alla sua sostituzione in caso di assenza, in posssesso di adeguati titoli;

– l’operatore elabora il progetto educativo, in cui sono previsti anche colloqui individuali e collettivi;

– il servizio è soggetto ad autorizzazione ed accreditamento;

– l’operatore presenta ogni anno, la proprio Comune, la dichiarazione della permanenza dei requisiti atti all’autorizzazione;

– il servizio può essere soggetto a revoca, decadenza o sospensione.

I titoli formativi in possesso dell’operatore sono i seguenti:

a) laurea in campo educativo e formativo, ovvero psicologico e sociale, ovvero diploma di abilitazione all’insegnamento nelle scuole di grado preparatorio, diploma di dirigente di comunità, rilasciato dall’Istituto tecnico femminile, diploma di maturità magistrale, diploma di maturità
rilasciato dal liceo psicopedagogico o diploma di maturità professionale di assistente per comunità infantili. Ai fini dello svolgimento della funzione, inoltre, l’operatore/trice di nido domiciliare deve essere in possesso di un attestato di frequenza di un corso di aggiornamento, rilasciato da soggetti pubblici o privati o associazioni di categoria, riguardante l’igiene e la sicurezza degli ambienti, le regole fondamentali per il primo soccorso e quelle concernenti la manipolazione degli alimenti; nonché aver svolto un tirocinio formativo di almeno 30 ore presso, presso una struttura per la prima infanzia di a cui alla L.R. 9/03, art. 6, comma 2, lettere a) e b),qualora esso non sia già stato previsto dal corso di studi;
b) qualsiasi altro diploma di scuola media superiore, unitamente a un corso di qualifica di secondo livello con contenuti attinenti al profilo professionale, che preveda un apposito tirocinio formativo di almeno 30 ore presso una struttura per la prima infanzia di cui alla L.R. 9/03,
art 6, comma 2, lettere a) e b). I corsi verranno realizzati dalle Province, sulla base dei criteri e delle modalità che saranno determinati con apposita deliberazione della Giunta regionale. A conclusione del corso la Provincia competente per territorio rilascia un attestato valido esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni di operatore/trice domiciliare.
L’operatore deve essere maggiorenne. Non deve aver riportato condanne penali nè avere in corso procedimenti penali per abusi, maltrattamenti o

altri fatti previsti dalla legge 3 agosto 1998 n. 269.
Operatori e bambini devono essere coperti da polizza assicurativa per infortuni e responsabilità civile.
Gli operatori possono far parte di una rete (associazioni di famiglie o cooperative) ma non è obbligatorio.
Le Province stabiliscono un elenco degli operatori di Nido domiciliare.
Le famiglie che usufruiscono del nido domiciliare possono partecipare ad un bando regionale per l’erogazione di un voucher dall’importo massimo di 1200,00 euro annue.
Fonti e normativa:

Un pensiero riguardo “I nidi domiciliari nella Regione Marche

    vittoria ha detto:
    novembre 11, 2014 alle 1:34 pm

    Buongiorno….ho letto il vostro articolo ma vorrei maggiori informazioni sul servizio di dopo scuola in casa per i bambini dai4 agli 11 anni.
    Potete aiurarmi???
    Grazie
    Vittoria

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