In Italia, chi “ci marcia” con la precarizzazione delle tagesmutter? Guardate cosa succede in Europa…

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Tagesmutter e nidi di famiglia autonomi

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La tagesmutter in Italia, si sa, è un mestiere difficile: non ovunque riconosciuto, non sempre regolamentato e, laddove le regole esistono, di esse non sempre viene fatto buon uso. Abbiamo già parlato di come, in molti casi, coooperative ed associazioni sfruttano il lavoro delle tagesmutter a proprio vantaggio, inquadrandole come “volontarie”, “lavoratrici autonome occasionali” o “collaboratrici a progetto”.

Poichè alcune di queste realtà sostengono che è impossibile far sortire le tagesmutter dal precariato (asserendo che questo lavoro sia una sorta di ripiego per donne uscite dal mercato del lavoro, lungi dal poter essere una vera e propria professione) diamo un’occhiata a cosa accade negli altri paesi europei. Così facendo, scopriremo infatti che “qualcuno non la racconta giusta”: qualcuno che ha interesse a non permettere che la tagesmutter diventi un’occupazione riconosciuta a tutti gli effetti anche in Italia ed equiparata ad altri servizi all’infanzia.

In Francia

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