“Pacchetto Famiglia” Regione Lazio: 9.543 posti in più tra asili nido, nidi familiari, tagesmutter

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Presentate le 5 linee di intervento della Regione sulle politiche familiari: 14 milioni impegnati subito, 50 con i fondi europei. Nasce la rete dei Centri famiglia, sugli asili nido in arrivo una rivoluzione: una nuova legge dopo 35 anni e 10mila nuovi posti entro il 2020.

E finalmente arriverà anche la nuova Legge Regionale che normerà anche i nidi familiari e le tagesmutter.
La Regione Lazio ha predisposto un piano da 54,5 milioni di euro (4,5 subito, 50 attraverso i fondi strutturali europei) per gli asili nido e una nuova legge regionale sui servizi socio-educativi per l’infanzia. Si tratta di un investimento senza precedenti per ampliare la rete degli asili nido pubblici e convenzionati, migliorare la qualità dei servizi esistenti, sostenere l’accesso al lavoro delle donne con figli e contrastare la crisi demografica. Il progetto prevede la creazione immediata di 650 nuovi posti tramite un bando rivolto ai Comuni, e di quasi 10mila attraverso l’impiego dei fondi europei. In pratica, la percentuale dei posti nido rispetto al numero dei bambini da 3 mesi a 3 anni residenti nella Regione passerà dal 17,8% del 2013 al 24,7%. Un’attenzione particolare sarà destinata anche all’ammodernamento dei nidi comunali già in funzione.

Il piano di investimenti nel dettaglio:

1 mln per lo start up dei nuovi nidi comunali: oltre 650 nuovi posti per i bambini di tutto il Lazio, finanziando l’avviamento di asili nido pubblici appena inaugurati o prossimi all’apertura;

1 mln a bando per progetti di welfare aziendale: a 10 anni dall’ultima sperimentazione fatta dalla Regione, il bando si rivolgerà alle aziende per l’avvio di nidi aziendali e di servizi di conciliazione lavoro-famiglia, in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa. Verrà dato un incentivo alle forme di rete (nidi interaziendali) e sarà previsto l’obbligo di messa a disposizione dei Comuni di una percentuale minima di posti in regime di convenzione per ampliare anche l’offerta pubblica. Il bando finanzierà 10 progetti da 100mila euro, destinati all’abbattimento delle rette e dei costi di avviamento (gli investimenti restano in carico all’azienda);

2,5 mln per i progetti di miglioria dei nidi comunali esistenti: un bando rivolto ai Comuni assegnerà 30mila euro a oltre 80 progetti per l’acquisto di attrezzature per i bambini, l’ammodernamento degli spazi gioco, le ristrutturazioni per la tenuta termica e il risparmio energetico, il potenziamento dell’offerta formativa (per esempio con la didattica sportiva e musicale) e la formazione degli educatori;

50 mln da impiegare entro il 2020 attraverso un’azione specifica del Programma operativo regionale dei Fondi strutturali europei per l’ampliamento e la riqualificazione dell’offerta di servizi per l’infanzia in tutta la regione, e in particolare nelle zone attualmente meno coperte dalla rete. L’obiettivo è quello di aumentare l’offerta di 9.543 unità: verranno creati 5.600 nuovi posti in nido (pubblici, privati convenzionati, aziendali), 1.500 posti in servizi innovativi ed integrativi (come i nidi familiari), mentre 2.443 arriveranno indirettamente tramite l’emersione di servizi oggi non contemplati dalla normativa.

lazioL’intervento si strutturerà in più forme: da un lato attraverso il finanziamento per la realizzazione e l’avvio di nuovi asili comunali e l’aumento dei posti in quelli già funzionanti, dall’altro attraverso la stipula di nuove convenzioni con nidi privati e l’ampliamento di quelle esistenti.
In attesa di raggiungere in pieno gli obiettivi di ampliamento dei posti, il piano regionale sosterrà anche le famiglie che finiscono in lista d’attesa nelle graduatorie comunali: verrà loro riconosciuto un voucher di importo medio di 250 euro al mese a bambino, spendibile nei nidi privati accreditati dai Comuni.
La nuova legge regionale sui servizi per l’infanzia rivedrà i requisiti strutturali e organizzativi degli asili nido per assicurare maggiore qualità, e regolamenterà finalmente anche quei servizi integrativi ai nidi che sono nati in questi anni senza essere inquadrati dalla normativa regionale, e quindi spesso senza indicazioni sugli standard qualitativi da rispettare.

Le scelte di fondo della legge sono:
– un piano regolatore regionale per programmare ogni tre anni l’intera rete dei servizi e garantire che gli investimenti regionali vengano effettuati sempre in maniera mirata rispetto ai bisogni delle famiglie e dei territori;
– la previsione, per la prima volta, di servizi socioeducativi integrativi all’asilo nido, con l’individuazione delle tipologie e degli standard minimi: i nidi familiari, gli spazi famiglia, le Tagesmutter;
– la revisione dei requisiti strutturali e qualitativi dei servizi (come gli spazi interni ed esterni destinati ai bambini o il funzionamento della mensa), per garantire il benessere dei bambini;

regole certe sulle qualifiche professionali degli operatori, in particolare del personale educativo;
– un sistema trasparente di accreditamento dei servizi per permettere l’accesso al mercato pubblico dell’offerta e ai contributi pubblici, e supportare il progetto di ampliamento della rete finanziato con i fondi europei.

Fonte: Sociale Lazio

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