Puglia: educatore familiare e piccolo gruppo educativo

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Con il Reg.Reg. 18 gennaio 2007, n.4 viene attuata la L.R. 10 luglio 2006, n.19 “Disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle donne e degli uomini di Puglia”. Il regolamento è stato in seguito modificato dal Reg. Reg. 7 agosto 2008, n.19.

All’art. 101 del Reg. Reg. 4/2007 vengono definiti come servizi socioeducativi per la prima infanzia a carattere innovativo e sperimentale «i servizi educativi flessibili e differenziati per i bambini da tre mesi a tre anni, finalizzati alla promozione dello sviluppo psico-fisico, cognitivo, affettivo e sociale del bambino e al sostegno alle famiglie e ai nuclei familiari, nel loro compito educativo:
a)  il servizio di educazione familiare per l’infanzia o servizio per l’infanzia a domicilio;
b)  i piccoli gruppi educativi».

bimbi

 
L’educatore familiare o servizio per l’infanzia a domicilio è un servizio flessibile, erogato per fasce orarie, di norma a supporto delle altre tipologie di servizi per la prima infanzia e di servizi educativi per l’infanzia, perché rivolto a completare con modalità e orari flessibili la frequenza del bambino presso l’asilo nido o il centro ludico per l’infanzia. In particolare tale servizio può essere erogato nelle prime ore del mattino o nelle ore successive all’uscita dall’asilo nido o dal centro ludico, in relazione alle diverse esigenze dei tempi di lavoro e di vita della famigliae. Il servizio è assicurato da educatori e altri operatori sociali, con la supervisione del progetto educativo da parte di educatori in possesso dei titoli previsti dall’art.46 del regolamento, come modificato dall’art. 16 del Reg.Reg. 19/2008:
a) laurea in educazione professionale, ex D.M. n. 520/1998 e titoli equipollenti;
b) laurea in Scienze dell’Educazione, ex indirizzo in Educatore professionale extrascolastico;
c) laurea triennale in Scienze dell’Educazione nel campo del disagio minorile, della devianza, della marginalità;
d) laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione, indirizzi Scienze dell’Educazione e Scienze dell’educazione nei servizi socioculturali e interculturali;
e) laurea in Pedagogia e in Scienze Pedagogiche;
f) laurea in Scienze dell’Educazione, ex indirizzi in Insegnanti di Scienze dell’Educazione e in Esperto di processi formativi, e laurea triennale in Scienze dell’Educazione, indirizzo in Processi di formazione e valutazione (in presenza di una esperienza documentata almeno triennale nel settore dei servizi socioeducativi e di cura delle persone, per chi è entrato in servizio dopo il Reg. Reg. 4/2007);
g) laurea specialistica in Progettista e Dirigente dei servizi e ducativi e formativi ovvero in
Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi;
h) laurea triennale in Scienze della Formazione Continua, indirizzi in Operatore socioculturale e in Operatore per la mediazione interculturale;
i) diploma di maturità di scuola media superiore, per gli operatori che abbiano una esperienza documentata almeno triennale nel settore dei servizi educativi e di cura delle persone.
Il rapporto massimo è di un educatore ogni due bambini, se appartenenti allo stesso nucleo familiare e conviventi nella stessa abitazione. Il progetto educativo per il servizio dell’educatore familiare è, di norma, sviluppato quale estensione del progetto educativo del nido d’infanzia.
I piccoli gruppi educativi consentono di affiancare i nuclei familiari, anche nell’ambito di esperienze di mutuo-aiuto familiare, nelle funzioni educative e di assicurare un idoneo ambiente protetto per la prima socializzazione dei bambini in età compresa tra i tre e i trentasei mesi, alternativo all’asilo nido o nido d’infanzia, per un numero di ore non superiore alle sei al giorno. I piccoli gruppi educativi sono composti da un numero massimo di quattro bambini in uno spazio appositamente dedicato, all’interno di una civile abitazione, in cui sia presente almeno una figura di educatore che provvede alla elaborazione di un progetto educativo e alla condivisione dello stesso con i genitori. I titoli previsti per l’educatore del piccolo gruppo educativo sono gli stessi di quelli stabiliti per l’educatore familiare.
Fatte salve le posizioni di coordinamento già ricoperte nelle strutture e nei servizi attivi alla data di entrata in  vigore del Reg.Reg. 4/2007, e salvo quanto espressamente definito per specifiche strutture, le funzioni di coordinamento sono assegnate a figure in possesso di laurea almeno triennale o di diploma di maturità con esperienza nel ruolo specifico di coordinatore di struttura o servizio non inferiore a tre anni.
Le strutture e i servizi socioassistenziali sono autorizzati dai Comuni competenti per territorio e possono essere accreditati presso le medesime istituzioni. E’ necessario effettuare la comunicazione d’avvio attività. I registri delle strutture e dei servizi socio-assistenziali autorizzati vengono istituiti presso il Settore sistema integrato servizi sociali della Regione Puglia. Il registro delle strutture e dei servizi socio-assistenziali accreditati è istituito presso l’Assessorato alla Solidarietà della Regione Puglia, l’aggiornamento del quale è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia con periodicità annuale.
La permanenza dei requisiti per l’esercizio delle attività autorizzate è garantita dai titolari delle strutture e dei servizi mediante autocertificazione da presentare annualmente al Comune che ha rilasciato l’autorizzazione e che è competente per la vigilanza sulle strutture autorizzate. La Regione, in accordo e in collaborazione con i Comuni, svolge azioni periodiche di verifica e controllo.

Un pensiero riguardo “Puglia: educatore familiare e piccolo gruppo educativo

    chiara tricarico ha detto:
    agosto 16, 2016 alle 12:19 pm

    Buongiorno sono una mamma interessata ad accogliere un piccolo gruppo di bambini in casa. Ho una Laurea in arti visive presso l’accademia di belle arti di lecce a sono presidente di una onlus che si occupa(tra le altre cose) di laboratori didattici nelle scuole dell’infanzia. Questo tipo di attività che svolgo da anni può essere considerata valida per l’avvio di un nido di famiglia??

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