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Franco De Luca: il piacere di mangiare e la profilassi delle malattie infantili comuni

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Protetto: Tagesmutter e legalità

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Tagesmutter e nidi di famiglia: la concorrenza che non c’è (forse)

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Cosa accadrebbe se la maggiorparte degli asili nido convenzionati venissero affidati ad un’unica azienda/associazione/cooperativa?

Sicuramente, in assenza di concorrenza, ne risentirebbe la qualità del servizio e dunque, in primis, ciò andrebbe a scapito del benessere dei bambini. In assenza di concorrenza, inoltre, le famiglie non sarebbero libere di scegliere a chi affidare il proprio bambino, soprattutto in tempi come questi, dove il fattore economico è di rilevante importanza. Inoltre, in assenza di concorrenza, ne risentirebbero anche gli operatori, gli educatori e le educatrici, che si troverebbero con contratti e condizioni di lavoro da “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”.

Purtroppo questo sta diventando una realtà, soprattutto a livello locale, per tanti, troppi asili nido convenzionati, affidati a certe cooperative che offrono ai Comuni prezzi stracciati per avere le convenzioni… rifacendosi ovviamente sulla qualità del servizio e su stipendi e contratti dei lavoratori. Tutto ciò limita fortemente anche il diritto delle famiglie di scegliere il servizio all’infanzia che desiderano per i propri figli, costringendoli a prendersi “quello che offre il convento”.

Orbene, immaginiamo cosa accadrebbe se, a livello nazionale, fosse un’unica realtà a gestire tutto il servizio degli asili nido convenzionati!

Questo scenario non è per ora plausibile. Mentre forse sta diventando probabile per quanto riguarda il servizio tagesmutter – nidi di famiglia.

Infatti, sempre più Comuni e Regioni stanno affidando le convenzioni a cooperative afferenti ad un’unica grande associazione, sempre la stessa.

Se il trend sarà questo anche nel futuro, che fine faranno la pluralità e la concorrenza a garanzia della qualità del servizio e della tutela di utenti e di lavoratori? E il diritto di scelta da parte dei genitori? E soprattutto: i bambini?

Si avvicina il momento di chiedersi: Antitrust dove sei?

Brutti segnali dalla Val d’Aosta: aumentano i costi dei nidi e viene disincentivata la “tata familiare”

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Brutti segnali dalla Valle d’Aosta. Con una recente delibera della Giunta Regionale sono stati aumentati i costi degli asili nido pubblici (da un minimo di 250 euro fino ad un massimo di 850 euro mensili pro capite) e il numero di bambini per educatore (da 1 a 6 a 1 a 8).

Il Consiglio Permanente degli Enti Locali (Cpel) propone che si arrivi fino ai 900 euro mensili pro capite (850 euro a carico delle famiglie, il resto della Regione).

L’assemblea Cpel esprime preoccupazione e richiama la necessità di riconfigurare il servizio ‘tata familiare’ per i territori di media ed alta montagna. L’assemblea invita l’assessore invece a disincentivare questo servizio dove il territorio presenta già un’offerta ricca. In calce il Cpel propone anche l’aumento dei costi unitari delle garderie (da 400 a 500 euro).

Fonte: Aosta Sera

“Nidi al via”: 3.800.000 euro per nuovi posti nido nella Regione Lazio

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Scade il 1 marzo 2016 l’adesione, da parte dei Comuni interessati, al bando “Nidi al via”: 3.800.000 euro FSE stanziati dalla Regione Lazio per la realizzazione di nuovi posti nido, tra asili nido, micronidi, nidi familiari, spazi gioco, centri per bambini e genitori.

Potranno farne richiesta le amministrazioni comunali di: BRACCIANO, CANINO, CAPRANICA, CISTERNA DI LATINA, COLONNA, CORENO AUSONIO, FIUMICINO, GALLICANO NEL LAZIO, GIULIANO DI ROMA, ITRI, LADISPOLI, MORICONE, MORLUPO, MOROLO, PICO, RIETI, ROMA CAPITALE, SAN GIOVANNI INCARICO, SUTRI, TUSCANIA, VEROLI, VIGNANELLO, VILLA LATINA, VILLA SANTO STEFANO.

Il testo del bando

Cremona: alle famiglie voucher di 500 euro per i servizi di conciliazione

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Entro il 30 settembre 2015 le famiglie di Cremona possono richiedere al Comune dei voucher, bonus spendibili per l’accesso ai servizi pubblici e privati di conciliazione vita-lavoro mediante i quali viene autorizzato il rimborso di parte delle spese sostenute e regolarmente documentate.

Il voucher consiste in un contributo per l’utilizzo/ rimborso una tantum di uno o più dei seguenti servizi:

  • Asilo nido
  • Micronido
  • Centro prima infanzia
  • Nido Famiglia
  • Baby sitting
  • Baby Parking
  • Ludoteca
  • Mense scolastiche
  • Trasporti scolastici
  • Centri ricreativi diurni
  • Servizi domiciliari
  • Assistenti familiari
  • Eventuali altri servizi di simile natura

Il valore di ogni voucher è pari a complessivi € 500,00. Le risorse disponibili per l’anno 2015 sono pari a € 19.000, per un totale di 38 Voucher da erogare sul territorio del Distretto di Cremona.

Le domande pervenute saranno valutate da apposita Commissione composta dai referenti tecnici dei soggetti partner del progetto Tempomat.

L’erogazione dei voucher avverrà in base alla graduatoria formulata dalla Commissione a seguito della valutazione delle domande pervenute e ritenute ammissibili, secondo i criteri sotto elencati:

  • composizione anagrafica del nucleo familiare
  • condizione lavorativa
  • presenza e caratteristiche dei carichi di cura
  • situazione economica certificata tramite attestazione I.S.E.E.

I voucher saranno erogati dall’Azienda Sociale del Cremonese.

Per ulteriori informazioni e per richiedere i voucher: www.comune.cremona.it

“Pacchetto Famiglia” Regione Lazio: 9.543 posti in più tra asili nido, nidi familiari, tagesmutter

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Presentate le 5 linee di intervento della Regione sulle politiche familiari: 14 milioni impegnati subito, 50 con i fondi europei. Nasce la rete dei Centri famiglia, sugli asili nido in arrivo una rivoluzione: una nuova legge dopo 35 anni e 10mila nuovi posti entro il 2020.

E finalmente arriverà anche la nuova Legge Regionale che normerà anche i nidi familiari e le tagesmutter.
La Regione Lazio ha predisposto un piano da 54,5 milioni di euro (4,5 subito, 50 attraverso i fondi strutturali europei) per gli asili nido e una nuova legge regionale sui servizi socio-educativi per l’infanzia. Si tratta di un investimento senza precedenti per ampliare la rete degli asili nido pubblici e convenzionati, migliorare la qualità dei servizi esistenti, sostenere l’accesso al lavoro delle donne con figli e contrastare la crisi demografica. Il progetto prevede la creazione immediata di 650 nuovi posti tramite un bando rivolto ai Comuni, e di quasi 10mila attraverso l’impiego dei fondi europei. In pratica, la percentuale dei posti nido rispetto al numero dei bambini da 3 mesi a 3 anni residenti nella Regione passerà dal 17,8% del 2013 al 24,7%. Un’attenzione particolare sarà destinata anche all’ammodernamento dei nidi comunali già in funzione.

Il piano di investimenti nel dettaglio:

1 mln per lo start up dei nuovi nidi comunali: oltre 650 nuovi posti per i bambini di tutto il Lazio, finanziando l’avviamento di asili nido pubblici appena inaugurati o prossimi all’apertura;

1 mln a bando per progetti di welfare aziendale: a 10 anni dall’ultima sperimentazione fatta dalla Regione, il bando si rivolgerà alle aziende per l’avvio di nidi aziendali e di servizi di conciliazione lavoro-famiglia, in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa. Verrà dato un incentivo alle forme di rete (nidi interaziendali) e sarà previsto l’obbligo di messa a disposizione dei Comuni di una percentuale minima di posti in regime di convenzione per ampliare anche l’offerta pubblica. Il bando finanzierà 10 progetti da 100mila euro, destinati all’abbattimento delle rette e dei costi di avviamento (gli investimenti restano in carico all’azienda);

2,5 mln per i progetti di miglioria dei nidi comunali esistenti: un bando rivolto ai Comuni assegnerà 30mila euro a oltre 80 progetti per l’acquisto di attrezzature per i bambini, l’ammodernamento degli spazi gioco, le ristrutturazioni per la tenuta termica e il risparmio energetico, il potenziamento dell’offerta formativa (per esempio con la didattica sportiva e musicale) e la formazione degli educatori;

50 mln da impiegare entro il 2020 attraverso un’azione specifica del Programma operativo regionale dei Fondi strutturali europei per l’ampliamento e la riqualificazione dell’offerta di servizi per l’infanzia in tutta la regione, e in particolare nelle zone attualmente meno coperte dalla rete. L’obiettivo è quello di aumentare l’offerta di 9.543 unità: verranno creati 5.600 nuovi posti in nido (pubblici, privati convenzionati, aziendali), 1.500 posti in servizi innovativi ed integrativi (come i nidi familiari), mentre 2.443 arriveranno indirettamente tramite l’emersione di servizi oggi non contemplati dalla normativa.

lazioL’intervento si strutturerà in più forme: da un lato attraverso il finanziamento per la realizzazione e l’avvio di nuovi asili comunali e l’aumento dei posti in quelli già funzionanti, dall’altro attraverso la stipula di nuove convenzioni con nidi privati e l’ampliamento di quelle esistenti.
In attesa di raggiungere in pieno gli obiettivi di ampliamento dei posti, il piano regionale sosterrà anche le famiglie che finiscono in lista d’attesa nelle graduatorie comunali: verrà loro riconosciuto un voucher di importo medio di 250 euro al mese a bambino, spendibile nei nidi privati accreditati dai Comuni.
La nuova legge regionale sui servizi per l’infanzia rivedrà i requisiti strutturali e organizzativi degli asili nido per assicurare maggiore qualità, e regolamenterà finalmente anche quei servizi integrativi ai nidi che sono nati in questi anni senza essere inquadrati dalla normativa regionale, e quindi spesso senza indicazioni sugli standard qualitativi da rispettare.

Le scelte di fondo della legge sono:
– un piano regolatore regionale per programmare ogni tre anni l’intera rete dei servizi e garantire che gli investimenti regionali vengano effettuati sempre in maniera mirata rispetto ai bisogni delle famiglie e dei territori;
– la previsione, per la prima volta, di servizi socioeducativi integrativi all’asilo nido, con l’individuazione delle tipologie e degli standard minimi: i nidi familiari, gli spazi famiglia, le Tagesmutter;
– la revisione dei requisiti strutturali e qualitativi dei servizi (come gli spazi interni ed esterni destinati ai bambini o il funzionamento della mensa), per garantire il benessere dei bambini;

regole certe sulle qualifiche professionali degli operatori, in particolare del personale educativo;
– un sistema trasparente di accreditamento dei servizi per permettere l’accesso al mercato pubblico dell’offerta e ai contributi pubblici, e supportare il progetto di ampliamento della rete finanziato con i fondi europei.

Fonte: Sociale Lazio